Annullamento Graduatoria Dirigenti Ardea

Nel gennaio 2015 è arrivata la sentenza del Tar che si è pronunciata sulle prove di concorso sostenute nel 2009 per l’assunzione a tempo indeterminato di personale con qualifica di Dirigente presso il Comune di Ardea.

Ebbene, Giovanni C., vincitore del concorso, ad avviso del Tribunale Regionale del Lazio ha in quell’occasione copiato la prova scritta, indi per cui il giudice amministrativo ha provveduto all’annullamento della graduatoria che lo aveva visto posizionarsi per primo, con conseguente scorrimento della stessa e necessaria assunzione del secondo classificato, Francesco G., interessato che aveva proceduto ad effettuare il ricorso al Tar.

L’iter processuale non si è però concluso per il vincitore G., che ottenuta la sentenza in cui il vincitore del concorso è stato riconosciuto privo dei requisiti richiesti dal bando, dovrà adesso adìre l’autorità giudiziaria ordinaria per vedersi assegnato il posto da dirigente.

I concorsi pubblici in Italia - la Barzelletta

L’istituto del concorso pubblico in Italia rappresenta una delle tipiche contraddizioni del nostro paese.

L’art. 97 della Costituzione stabilisce che agli impieghi nella pubblica amministrazione si accede mediante pubblico concorso; in questo modo il legislatore costituente intendeva garantire la preparazione e la competenza di chi presta la propria opera lavorative e si mette a disposizione dello Stato, lavorando come impiegato nell’amministrazione della res publica.

Ma come ogni cosa, anche tale istituto ha subìto le storture di un paese sempre più immerso nel clientelismo e nelle raccomandazioni, in cui la competenza non è più requisito fondamentale ma è divenuta un requisito preferenziale: sei amico di Tizio, bene il posto è tuo, se sei bravo e hai studiato tanto meglio!

Ci sono però delle mosche bianche, dei luoghi in cui tutto si svolge come deve svolgersi, in cui si studia per un concorso, si effettuano le prove scritte e poi gli orali e chi dimostra una maggiore competenza e conoscenza delle materie oggetto del bando si classifica ai primi posti della graduatoria ed entra a far parte della macchina istituzionale.

Il Comune di Ardea non è tra questi.

A dimostrarlo l’ultima vicenda relativa al bando di concorso del 2009, volto all’assunzione di una persona con qualifica dirigenziale e contratto a tempo indeterminato.

Il concorso è stato bandito il 2 novembre 2009 e le prove selettive scritte hanno avuto luogo il 7 aprile 2010. All’esito di queste è risultato essere primo Giovanni C., che dopo poco ha quindi proceduto ad assumere il ruolo di dirigente del Settore Tecnico del Comune di Ardea, posizione per la quale aveva dimostrato tutte le sue competenze, pur essendo avvocato.

Accesso agli Atti e analisi della copiatura

Se non che dei dubbi sono sorti al secondo classificato, Francesco G., il quale dopo aver eseguito un accesso agli atti e analizzato gli elaborati delle prove scritte del concorso, ha agito dinanzi al Tar per vedere annullata la graduatoria stilata all’esito delle prove, stimolando così il controllo da parte del giudice amministrativo su tutto lo svolgimento delle prove concorsuali.

Il G., quale titolare di un interesse ad agire (vista la sua seconda posizione in graduatoria), aveva rilevato come dall’elaborato scritto del primo classificato emergessero evidenti segni di copiatura.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha aderito alle posizioni del ricorrente, dopo aver svolto un’attenta attività di analisi del materiale istruttorio.

Nello specifico sono stati assunti dal Tribunale gli elaborati “incriminati”, i quali sono stati attentamente valutati al fine di comprendere se le censure mosse nei confronti del controinteressato avessero fondamento. Ed effettivamente così è risultato.

Quanto riportato nella prova del C. si è rivelato essere uguale a dei passi tratti dall’opera “I rapporti Stato-Regioni nel nuovo titolo V alla luce dell’interpretazione della Corte Costituzionale”, nonché dall’opera “Sui livelli essenziali delle prestazioni: la fragilità di una clausola destinata a contemperare autonomia ed uguaglianza”, di S. Musolino e E. Ferioli.

E infatti, confrontando il testo con le superiori pubblicazioni, è emerso come dodici facciate su diciannove costituissero una fedele riproduzione dei testi richiamati.

Peraltro il C. non si era limitato a richiamare i contenuti delle opere, ma aveva riportato l’esatta formulazione di ogni ragionamento, seguendo pedissequamente quanto riportato nelle opere pubblicate ed integrando gli estremi del plagio, attesa la perfetta sovrapponibilità dei testi.

I giudici hanno analizzato passo passo i ragionamenti effettuati dal C. e, buttando sale sulla ferita, hanno evidenziato puntualmente tutti i periodi interamente copiati senza neppure effettuare la fatica di svolgere un’eventuale “parafrasi” degli originali.

È evidente che la questione non si limitasse ai meri contenuti, che possono essere certamente identici essendo lo stesso l’argomento, ma si riferisse all’utilizzo di frasi, la cui identicità ad altre opere non poteva verosimilmente essere il solo frutto di uno studio mnemonico.

Illegittima la graduatoria del comune di Ardea

Per tali ragioni, il Collegio ha ritenuto illegittimo l’operato della Commissione esaminatrice del concorso, la quale avrebbe dovuto certamente avvedersi della palese copiatura dell’elaborato scritto e annullare il compito del controinteressato.

Il Tribunale ha osservato altresì che la superiore prova scritta rivestiva un ruolo fondamentale per il raggiungimento del punteggio massimo effettivamente ottenuto dal C., che non sarebbe mai stato raggiunto se si fosse sin da subito sottolineato l’inganno posto in essere dal candidato poi risultato vincitore.

La sentenza del Tar ha quindi annullato la determina di assunzione seguita all’esito del predetto concorso.

a pensar male si fa peccato però ci si indovina

Come dicevano personaggi senz’altro più avvezzi agli intrighi “a pensar male si fa peccato però ci si indovina”.

In un caso del genere viene subito da chiedersi: ma come è possibile che in sede di prova concorsuale nessuno si sia accorto che uno dei candidati stesse ricopiando da un altro testo il proprio compito, proprio come accadrebbe in seconda media?

Si potrebbe pensare che il C. abbia ingannato l’amministrazione pubblica, eludendo le regole del concorso e traendo in inganno in merito alle sue effettive conoscenze e competenze. Ma potrebbe anche essere, e questa è l’ipotesi forse più probabile, che vi sia stato qualcuno che abbia fatto finta di niente, che si sia girato dall’altro parte di fronte all’evidente mancato rispetto delle procedure da seguire.

Siamo così abituati a tutto ciò che nessuno si stupisce più, anzi, lo stupore vi sarebbe semmai nello scoprire che tutto si è svolto correttamente, senza raccomandazioni o segnalazioni. Ma in un concorso pubblico è certamente chiedere troppo.

Nel caso di specie la realtà è venuta a galla. In altri casi però l’interessato si tiene stretto il suo posticino senza che nessuno sappia mai come ha conquistato quel ruolo.

Il problema vero è però successivo all’assunzione, ossia nel momento in cui si deve incominciare a lavorare e si devono affrontare gli imprevisti e le complicazioni che un ruolo importante implica.

In quel momento emergeranno tutte le lacune di una preparazione che non c’è e, come spesso capita, ci si accorgerà che capita spesso che la pubblica amministrazione (come molte aziende private) è in mano a persone non all’altezza e ancora troppo spesso si deve ricorrere ad avvocati, in questo caso ad Ardea, per riequilibrare una stortura proveniente dal più intimo istinto dell'essere umano: prevalere senza etica.

Tags: Ardea, Sentenze

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