Accesso Disabili Bus - Sanzione Cotral
Il 17 ottobre 2011 il Tribunale civile di Roma depositava il provvedimento con cui la CO.TRA.L. veniva obbligata a procedere alla messa a norma dei mezzi di trasporto pubblici, dopo che una persona disabile aveva agito in giudizio per far valere i propri diritti di non discriminazione, dopo essersi vista negare lapossibilità di accedere alla tratta Anagnina – Genazzano, in quanto non idonea e non fornita di mezzi adeguati alle esigenze di persone diversamente abili.
Avverso tale pronuncia presentava reclamo CO.TRA.L., che vedeva però respingere le proprie istanze nel febbraio 2012 dalla Prima Sezione del Tribunale civile di Roma, che confermava quanto già espresso dal precedente giudice monocratico.
Servizio pubblico essenziale
L’increscioso episodio cui le pronunce suindicate si riferiscono aveva luogo nell’aprile del 2011, quando un soggetto non deambulante, invalido al 100% si apprestava a prendere l’autobus presso la stazione Anagnina al fine di recarsi a Genazzano, nella provincia di Roma.
In quell’occasione, il soggetto interessato contattava il numero verde messo a disposizione dalla CO.TRA.L. per la richiesta di informazioni, così da organizzare la salita sul mezzo, nonché il viaggio e la successiva discesa; se non che egli si sentiva rispondere da un operatore che per quella tratta l’azienda non metteva a disposizione alcun mezzo attrezzato per il trasporto di persone disabili e che quindi in nessun modo CO.TRA.L. poteva contribuire allo spostamento da Roma a Genazzano.
Ancorché tale azienda svolgesse, e svolga tuttora, un servizio pubblico essenziale come quello dei trasporti, si dichiarava candidamente e sfacciatamente non in grado di assicurare tale servizio a tutti, in spregio ad ogni norma costituzionale sulla parità dei diritti e sul divieto di discriminazione.
Non solo, già dagli anni 90 l'articolo 26 legge 104/92 obbliga la pubblica amministrazione ad omologare gli autobus urbani ed extraurbani allo scopo di garantire l’accessibilità e la fruibilità del servizio da parte delle persone con una disabilità. Appare quindi paradossale che a distanza di oltre venti anni da quella legge si debba ancora fare i conti con l’inadeguatezza dei mezzi di trasporto posti a disposizione di chi si occupa di tale servizio, per cui evidentemente assicurare la parità di trattamento e la possibilità di spostarsi anche a chi è disabile non è una priorità.
Basti pensare che, ad oggi, per le linee extraurbane soltanto un mezzo su dieci è attrezzato per il trasporto di persone non deambulanti.
Provvedimento urgente per violazione di legge
Dopo essersi visto negare la possibilità di spostarsi dalla stazione Anagnina, l’uomo decideva correttamente di ricorrere alle vie legali, unica strada per tentare di far valere i propri diritti.
Si rivolgeva pertanto al Tribunale di Roma, al fine di ottenere un provvedimento immediato ed urgente che ordinasse alla CO.TRA.L. la messa a disposizione di un mezzo che gli consentisse di recarsi presso la destinazione voluta, lamentando la condotta discriminatoria adottata dall’azienda di trasporti e, pertanto, la lesione delle pari opportunità di tutti i passeggeri.
Nell’atto giudiziario l’uomo, mediante il proprio avvocato, evidenziava tutte le barriere che un disabile non deambulante deve affrontare e di fronte alle quali spesso si deve arrendere quando si reca presso la stazione Anagnina per salire su un autobus.
Non c’è stata nel corso del processo grande necessità di attività istruttoria. È purtroppo evidente a tutti l’inadeguatezza dell’organizzazione italiana, in tutti i suoi aspetti, nei confronti delle esigenze di persone con disabilità.
Alla luce di ciò, accertata la natura discriminatoria indiretta della condotta della CO.TRA.L., che non si è neppure presentata in giudizio, il Tribunale di Roma ordinava alla stessa di mettere a disposizione degli utenti nella tratta Roma Anagnina – Genazzano dei mezzi di trasporto accessibili alle persone con disabilità, entro il termine di 60 giorni.
L’azienda dei trasporti veniva inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio e delle spese legali sostenute dalla controparte.
Del resto, va ricordato che oltre alla famosa legge 104 sopra citata, che già da venti anni impone l’adeguamento dei trasporti alle necessità dei disabili, anche più di recente vi sono stati interventi normativi in tal senso.
Si pensi alla legge 1° marzo 2006, n. 67, la quale tutela il principio di parità di trattamento e delle pari opportunità delle persone diversamente abili, per cui si ha discriminazione non soltanto nei casi in cui al disabile sia negato il servizio, ma anche quando egli sia messo in una posizione di svantaggio rispetto alle persone normodotate.
Si pensi ancora alla Convenzione ONU sui diritti dei disabili ratificata in Italia nel 2009.
Nonostante la sentenza del Tribunale di Roma e le chiare lettere normative sull’argomento, alla fine del 2013 la CO.TRA.L. non aveva ancora provveduto a dare seguito al provvedimento, in barba ai famosi 60 giorni imposti dal giudice.
È iniziata così una nuova fase, quella esecutiva, che chissà quando troverà un esito.
Anche dopo la condanna la CO.TRA.L. non ha fornito il minimo segno di collaborazione, neppure dando seguito agli incontri chiesti dall’avvocato del soggetto, rivelandosi in primis del tutto irrispettosa dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria e, in secundis, priva della benché minima decenza.
Barriere Architettoniche disabili
Per poter capire quale sia il livello di difficoltà che quotidianamente affronta una persona disabile allorchè si reca, come tutti, a prendere i mezzi pubblici, è sufficiente fare un giro presso la stazione Anagnina.
Un enorme piazzale composto di parcheggi per le auto, banchine per gli autobus e marciapiedi che rendono necessario il sali scendi ogni cinque metri per poter attraversare la piazza. Per prendere la metro è poi necessario scendere al di sotto del livello della strada e, come è intuibile, ciò è possibile soltanto con un grande numero di scale.
È vero, ci sono anche le scale mobili, ma sono strette e una persona che si trova costretta su una sedia a rotelle difficilmente potrebbe stare in posizione di stabilità su un gradino.
Questo per quanto riguarda la discesa verso la line A; peggio ancora se si fa riferimento al viaggio di ritorno, quando si esce dalla metropolitana alla stazione Anagnina. Si sarà costretti a fare le scale per poter risalire verso la strada.
Insomma, un vero e proprio incubo, una battaglia quotidiana da combattere in tutte le zone della città, ma in particolar modo nei luoghi in cui vi è l’accesso ai mezzi pubblici, che rappresentano l’unica via per muoversi per chi non può guidare la macchina o uno scooter. Si ha quasi la sensazione di vivere un vero e proprio sequestro, impossibilitati ad andare dove si vuole. Un pensiero che chi non affronta tutto ciò ogni giorno non può nemmeno concepire.
Un ulteriore motivo per occuparsi della zona dell’Anagnina, che ormai da tempo è colpevolmente lasciata a se stessa. Leggi tutti gli avvocati nella zona di Anagnina - Roma.