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Valmontone traffico di  cocainaIl 4 agosto del 2015 è stata data esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le indagini preliminari di Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica locale. I destinatari sono da individuarsi in quattro persone, tutte di origine italiana e perfettamente radicate sul territorio, trattandosi di un cinquantenne di Valmontone, un trentaduenne di Frosinone e, infine, di un trentaduenne e un ventisettenne entrambi di Roma.

Tutti accusati a vario titolo, in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, al fine di rifornire il mercato della piazza di Colleferro, Valmontone, nonché di tutta la provincia di Frosinone. Un’organizzazione alquanto ambiziosa.

Un obiettivo: l’egemonia sul mercato della droga nel territorio

L’idea dei soggetti raggiunti dalle ordinanze del Gip di Roma era quella di costruire e consolidare un’egemonia nel mercato degli stupefacenti, in particolare della cocaina, nel territorio a sud di Roma e orientato verso Frosinone e provincia.

L’acquisto della sostanza stupefacente veniva effettuato con il pagamento attraverso auto di grossa cilindrata, che rappresentavano il corrispettivo del prezzo per la merce acquisita, business in cui era coinvolto uno dei quattro arrestati. La droga era destinata in particolare a ragazzi di giovanissima età; come del resto spesso avviene, coloro che incominciano a provare le droghe sono quasi sempre ragazzi in piena adolescenza o giovani in una fase post adolescenziale. Da questo punto di vista le scuole e i locali di divertimento serali e notturni costituiscono il luogo ideale per introdurre gli avventori sulla strada della dipendenza.

La lotta alla droga con le nostre leggi: il Testo Unico sugli Stupefacenti

Al fine di combattere il fenomeno della tossicodipendenza e, soprattutto, al fine di estirpare chi in tale campo si arricchisce e ne fa un vero e proprio lavoro, il legislatore italiano ha previsto nel 1990 il c.d. Testo unico sugli stupefacenti, d.P.R.309/90, in cui è contenuta l’intera disciplina penale in materia di sostanze droganti, inclusa la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere che è stata recentemente reintrodotta per effetto della pronuncia della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato illegittima la parificazione.

Nello specifico, l’art. 73 del suindicato testo unico sanziona con la pena della reclusione da sei a venti anni, nonché con la multa da euro 26.000 a euro 260.000 chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri o consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope.

Il V comma della stessa norma prevede una diminuzione di pena in caso di fatto di lieve entità; si pensi ad esempio a chi possieda un quantitativo basso di sostanza.

Sei mesi di indagini dei Carabinieri di Colleferro

I provvedimenti sopra citati sono scaturiti da una complessa attività investigativa portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro, gli stessi che agli ordini del Capitano Emanuele Meleleo hanno poi provveduto all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nell’operazione sono stati coinvolti 50 Carabinieri, coadiuvati dalle unità cinofile del Nucleo di Ponte Galeria.

Le indagini sono durate circa sei mesi e grazie ad esse è stato possibile colpire due diverse associazioni criminali che operavano tra i Comuni di Valmontone, Segni e Colleferro. Si è trattato di un’operazione congiunta che ha consentito alla Procura di Roma di chiedere che venissero disposte le misuri cautelari nei confronti di quei soggetti che da Roma provvedevano a rifornire il canale sud di spaccio della cocaina.

Dallo spaccio al rifornimento: due diverse organizzazioni a Valmontone

E infatti, in un primo momento era stato il Gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica, ad emettere ben dodici ordinanze di applicazione di misure cautelari custodiali nei confronti dei membri dei sodalizi che operavano in zona Valmontone, i quali si dedicavano principalmente alle attività di spaccio di sostanze stupefacenti e ad estorsioni ai danni di imprenditori locali.

È proprio dalle investigazioni relative a tale gruppo criminale che si è potuti poi giungere a colpire anche i soggetti che si occupavano dell’approvvigionamento. In particolare, i Carabinieri di Colleferro hanno ricostruito una trattativa relativa all’acquisto e al trasporto di un kg di cocaina, che, come detto, veniva pagata con lo scambio di auto di grossa cilindrata.

Le stesse indagini hanno poi condotto ad ulteriori arresti eseguiti presso la zona di Fiuggi, ove sono stati sequestrati 759 grammi di cocaina e arrestate tre persone, all’esito di un prolungato pedinamento posto in essere dai carabinieri stessi.

Quattro custodie cautelari in carcere

Sulla scorta del panorama indiziario emerso successivamente alla sopra descritta attività di indagine, il Gip del Tribunale di Roma ha emesso su richiesta della Procura della Repubblica quattro ordinanze di applicazione della custodia cautelare in carcere.

Va ricordato che tale misura rientra tra le misure cautelari custodiali ed è applicabile ogniqualvolta si proceda per un reato per il quale la legge prevede l’applicazione della pena non inferiore nel massimo a cinque anni. È poi necessario che sussistano gravi indizi di colpevolezza e almeno una delle esigenze cautelari, ossia il pericolo di fuga, il pericolo di inquinamento probatorio e il pericolo di reiterazione del reato.

Ciò detto, con tali ordinanze è stato interrotto il filo diretto che collegava le organizzazioni criminali della piazza di Valmontone, nei cui confronti aveva già provveduto il Gip del Tribunale di Velletri, e il gruppo romano che si occupava delle forniture di sostanza stupefacente.

Valmontone, una porta su Roma per le organizzazioni criminali

La zona di Valmontone, così come quella del vicino Colleferro, costituisce per i sodalizi criminali un’area particolare, per certi versi strategica. Da un lato, essa rappresenta una porta su Roma, vista la vicinanza in termini di distanze, specie con la piazza di spaccio di Roma sud, dall’altro lato, costituisce un punto di giunzione tra il mercato romano e quello della provincia di Frosinone, finanche con quello campano.

Non assistiamo usualmente a fenomeni di criminalità circoscritti al paese di Valmontone, in particolare quando si parla del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto difficilmente i gruppi che operano in questa zona saranno disuniti e disgiunti da personalità del crimine provenienti da nord o da sud, ossia da Roma o anche da Napoli.

I canali di approvvigionamento saranno sempre aperti verso piazze di spaccio più grandi, in cui operano associazioni di dimensioni e di tenore criminale più alto, che potranno consentire alla manovalanza del luogo di portare a termine le attività delittuose, fornendo la materia prima.

In sostanza, sebbene in alcuni casi isolati possono crearsi gruppi autoctoni dediti alle attività illecite, quando si parla di organizzazioni più strutturate è altamente improbabile che chi opera a Valmontone non sia legato a vertici romani o napoletani, ma anche casertani. 

Tags: Diritto Penale, Sentenze, Colleferro, Valmontone

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